Territorio

Nella terra, della roccia tufacea.

Il nostro territorio è dominato dal tufo. Il Comune di Pitigliano, di Sorano e parte di Manciano si trovano infatti sul versante occidentale del Complesso Vulcanico Volsino, nella Maremma Toscana.
I materiali piroclastici delle eruzioni hanno livellato la morfologia fino a formare un vasto altopiano, che l’erosione delle acque ha poi inciso in profondi valloni: i fiumi scorrono attorno a speroni di tufo con pareti verticali a picco.
Dalla degradazione dei tufi derivano suoli leggeri e molto porosi, con ottimo drenaggio e una buona riserva d’acqua. Il suolo è ben areato e le radici scendono in profondità, risentendo meno delle escursioni termiche di superficie.

C’è poi un elemento che rende quest’area un caso a sé: le zeoliti, minerali nati dalla dissoluzione del vetro vulcanico, capaci di restituire acqua alla vite nel pieno della calura estiva.

I vigneti crescono in questo terreno fra i 300 e i 400 metri, ventilati dalle valli che circondano le rupi.C’è poi un elemento che rende quest’area un caso a sé: le zeoliti, minerali nati dalla dissoluzione del vetro vulcanico, capaci di restituire acqua alla vite nel pieno della calura estiva.

I vigneti crescono in questo terreno fra i 300 e i 400 metri, ventilati dalle valli che circondano le rupi.

La formazione e la presenza unica delle zeoliti

La formazione. La storia geologica dell’area risale al Pleistocene: terreni di origine vulcanica, colate di lava presso gli antichi apparati eruttivi ed enormi masse di tufi e ignimbriti emesse nelle fasi esplosive. La formazione più interessante è il tufo rosso a scorie nere, legata al collasso della caldera che le acque hanno poi riempito dando origine al lago di Bolsena (in provincia di Viterbo).

L’ultimo apparato vulcanico a svilupparsi nell’area vulsina è stato il vulcano di Latera, attivo tra 280 e 145 mila anni fa. A partire da 233 mila anni fa ha prodotto sei grandi eruzioni esplosive di tipo pliniano — simili a quella che distrusse Pompei — i cui prodotti formano il vasto altopiano ignimbritico a occidente del lago.

Le zeoliti. Il vetro vulcanico è la componente principale del tufo. A contatto con le acque meteoriche si è in parte dissolto, dando vita alle zeoliti: minerali con alta capacità di scambio cationico, che favoriscono l’assorbimento di azoto, potassio, magnesio, sodio e calcio, cedendo in cambio idrogeno al terreno. Nel periodo del caldo estivo restituiscono acqua alla vite, assorbendola o rilasciandola in relazione alle variazioni di temperatura e umidità. Per questa proprietà sono state definite “spugne minerali intelligenti”.

Nel territorio di Pitigliano e Sorano le zeoliti principali sono la Cabasite — considerata la regina delle zeoliti agronomiche — e la Phillipsite, che contribuisce allo scambio lento del potassio, elemento importante per la qualità dell’uva. L’area è nota per zeoliti di grande purezza, soprattutto nella zona tra Sorano e Sovana.

Cosa comporta oggi. L’efficienza idrica naturale di questi suoli si traduce in una resistenza climatica che altri territori non possono vantare. Le vigne dell’Area del Tufo richiedono poca irrigazione e pochi fertilizzanti: un vantaggio sempre più importante date le estati calde e secche degli ultimi anni. L’altitudine tra i 300 e i 400 metri e la ventilazione costante assicurata dalle profonde valli attorno alle rupi mantengono le uve sane, riducendo al minimo i trattamenti fungicidi.

Il clima è mediterraneo, con inverni piovosi ed estati calde e siccitose. I terreni sono per lo più franchi, tufacei, sub-acidi o neutri, privi di carbonati, ricchi di potassio e poveri di fosforo assimilabile.